
Tecnologie spaziali e droni per la sicurezza: accordo DAC–Fondazione Convivenza Vesuvio
Il futuro della prevenzione vulcanica e dello sviluppo territoriale in Campania passa dall’innovazione tecnologica. Giovedì 10 aprile, nella sede del Distretto Aerospaziale della Campania (DAC) a Confindustria Caserta, è stato firmato un importante protocollo d’intesa tra il presidente del DAC, Luigi Carrino, e il presidente della Fondazione Convivenza Vesuvio, Vincenzo Coronato, con la partecipazione del presidente di Confindustria Caserta, Beniamino Schiavone.
L’obiettivo è chiaro: utilizzare le più avanzate tecnologie spaziali, il monitoraggio da satellite e i droni per costruire un nuovo modello di sicurezza e coesione nei territori vesuviani, con un occhio attento anche alla rigenerazione sociale ed economica delle aree interne. Un’alleanza che segna un passo avanti decisivo per una Campania più sicura, sostenibile e resiliente.

Il DAC, che riunisce alcune tra le più importanti aziende, università e centri di ricerca del settore aerospaziale italiano, metterà a disposizione della Fondazione know-how e strumenti d’eccellenza: dai sensori remoti all’intelligenza artificiale per analisi predittive, fino a sistemi integrati per la gestione delle emergenze.
«L’emergenza Vesuvio non è solo un tema di protezione civile – ha spiegato Luigi Carrino – ma una sfida più ampia che riguarda l’equilibrio tra tecnologia, comunità e territorio. Il nostro impegno è accompagnare le istituzioni e i cittadini in un percorso di consapevolezza e prevenzione, con strumenti scientifici e soluzioni operative».
Un concetto rilanciato anche da Vincenzo Coronato, che ha sottolineato come l’iniziativa non entri in conflitto con le attività della Protezione Civile, ma offra un supporto concreto alla valorizzazione del tessuto economico e sociale dei 18 comuni della Zona Rossa del Vesuvio, da tempo minacciati dal rischio di spopolamento.
Il cuore della proposta sta nella strategia di gemellaggio funzionale già accolta nel Piano Territoriale Regionale (L.R. 13/2008): un piano che prevede di collegare le aree a rischio eruzione con zone dell’entroterra campano in declino demografico – come l’Alto Casertano, l’Alta Irpinia, l’Est Sannio e l’area meridionale del Salernitano – dove esistono oltre 165mila alloggi sottoutilizzati.
Il protocollo partirà coinvolgendo i comuni di Ottaviano, Terzigno, Cercola e Boscoreale, e prevede esercitazioni annuali per 40mila cittadini, che potranno sperimentare concretamente il trasferimento verso le aree gemellate, con ritorno nella stessa giornata. Un banco di prova che, grazie alle tecnologie messe in campo dal DAC, permetterà di testare in condizioni reali la gestione di flussi e deflussi in caso di emergenza.
«È una grande occasione per creare un incontro tra chi ha bisogno di sicurezza e chi ha bisogno di ripopolamento – ha dichiarato Coronato – valorizzando le risorse della nostra regione senza costringere i cittadini a emigrare altrove».
Anche Beniamino Schiavone, presidente di Confindustria Caserta, ha ribadito il ruolo centrale delle imprese nell’offrire soluzioni concrete e sostenibili ai bisogni del territorio. Un messaggio di sostegno è arrivato anche dal sindaco di Caserta e presidente ANCI Campania, Carlo Marino, che ha auspicato il rafforzamento delle sinergie istituzionali per costruire reti durature.
L’intesa firmata oggi è aperta all’adesione di comuni, università, enti di ricerca e partner europei, e punta a costruire una piattaforma stabile di co-progettazione in cui la tecnologia sia davvero al servizio delle persone.
Come ha concluso Carrino, «non si tratta solo di raccogliere dati o disegnare mappe, ma di costruire un modello di governance condivisa che tenga insieme scienza, istituzioni e comunità. Vogliamo una Campania più consapevole, più sicura, e più viva».
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