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Crisi idrica: strategie congiunte tra Regioni e Autorità di Bacino per salvare acqua e territori

Crisi idrica: strategie congiunte tra Regioni e Autorità di Bacino per salvare acqua e territori

Nel cuore di un’estate segnata da una siccità sempre più severa, l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, guidata dal Segretario Generale Vera Corbelli, è in prima linea per garantire la tenuta idrica del Mezzogiorno. Il recente incontro dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici ha messo in evidenza un lavoro corale e senza sosta per prevenire una crisi idrica diffusa, con interventi mirati, accordi istituzionali e monitoraggi scientifici continui.

Uno degli interventi più significativi riguarda l’accordo tra Regione Lazio e Regione Campania, che ha permesso l’aumento temporaneo del prelievo dal fiume Gari a favore dell’Acquedotto Campania Occidentale, in risposta al crollo delle portate nelle sorgenti campane. Una misura straordinaria, resa possibile dalla mediazione dell’Autorità di Bacino, che ha garantito anche l’avvio di un Tavolo per le compensazioni ambientali nei comuni del frusinate interessati da turnazioni idriche.

Intanto il Tavolo Tecnico Permanente Campania-Puglia-ABD ha elaborato nuovi scenari di ripartizione per le sorgenti di Cassano Irpino, sottoposti a continuo aggiornamento. Sforzi analoghi sono in corso sul Biferno, dove il trend negativo delle portate osservato nel 2024 si conferma anche per il 2025, mantenendo attive le misure di ripartizione per garantire l’approvvigionamento potabile del beneventano.

Il Segretario Corbelli ha lanciato un appello forte: la lotta alla dispersione idrica è oggi un dovere imprescindibile. Le perdite nelle reti potabili e irrigue continuano a compromettere ogni sforzo strategico. L’urgenza di interventi di manutenzione e ammodernamento infrastrutturale è stata condivisa con i tanti attori istituzionali e tecnici presenti: Ministeri, Regioni, Protezione Civile, CREA, CNR, AQP, ENEL Green Power, solo per citarne alcuni.

Una particolare attenzione è rivolta al bacino dell’Ofanto, dove si è deciso di aumentare di circa 1 Mm³ la dotazione irrigua per la Basilicata, senza intaccare la riserva potabile dell’invaso di Conza. L’Università di Bologna e l’Università Federico II di Napoli affiancano l’Autorità nello sviluppo di misure di salvaguardia e nello studio dell’impatto agricolo-idrico nei territori, mentre con il CREA si sta aggiornando la mappa dei fabbisogni idrici e delle caratteristiche pedologiche dei suoli del distretto.

Non mancano segnali di preoccupazione: livelli di severità idrica elevata si registrano in Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Benevento, e nei sistemi Basento-Camastra-Agri. In Puglia, Lazio, Molise, Salerno, il livello è medio con tendenza all’alto, così come in ampie porzioni della Basilicata e della Calabria. Per il comparto irriguo, la severità è alta in Basilicata, Calabria, Lazio e Puglia.

In uno scenario così critico, l’impegno dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale rappresenta un modello di governance idrica integrata e responsabile. Dialogo, scienza e solidarietà istituzionale sono le chiavi per affrontare il futuro con resilienza e visione.

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