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Siccità, Todisco (Consbiv): Il Sud resiste grazie agli investimenti e agli invasi realizzati

Siccità, Todisco (Consbiv): Il Sud resiste grazie agli investimenti e agli invasi realizzati

Con l’arrivo dell’estate e il ritorno delle preoccupazioni legate alla siccità, il tema dell’acqua torna a essere centrale per l’agricoltura, per i territori e per la sicurezza delle comunità. In questo scenario, Francesco Todisco, presidente del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: la maggiore capacità di resistenza del Mezzogiorno rispetto ad altre aree del Paese non nasce dal caso, ma da una stagione di investimenti pubblici e di infrastrutture idriche che ancora oggi produce effetti concreti.

Secondo Todisco, i territori serviti dal sistema irriguo campano non dovrebbero registrare particolari criticità nella disponibilità di acqua per l’irrigazione, salvo disservizi fisiologici o problemi localizzati. La condizione della Campania, osserva il presidente del Consorzio, è diversa da quella di altre zone italiane perché può contare su una rete di opere realizzate grazie a una programmazione avviata tra gli anni Sessanta e Settanta, quando la politica pubblica immaginò l’acqua come una leva strategica per lo sviluppo agricolo e territoriale.

La disponibilità idrica che oggi caratterizza molte aree del Sud è il risultato di quella visione. Dighe, invasi, bacini di accumulo, opere di captazione e reti di distribuzione irrigua hanno permesso di costruire un sistema capace di conservare l’acqua e renderla disponibile nei momenti più difficili. Per Todisco, è proprio questa capacità di accumulo a fare la differenza nei periodi di siccità, quando le precipitazioni diminuiscono, le temperature aumentano e i fabbisogni agricoli crescono.

Il presidente del Consorzio del Volturno evidenzia come l’agricoltura campana possa beneficiare di infrastrutture che garantiscono una maggiore sicurezza rispetto ai territori dove l’approvvigionamento dipende quasi esclusivamente dai corsi d’acqua superficiali. Il confronto più evidente è con la Pianura Padana, dove il sistema irriguo è strettamente legato alle portate del fiume Po. Quando il livello del Po si abbassa drasticamente, le opere di presa possono incontrare difficoltà nel captare l’acqua e le quantità disponibili non sempre riescono a rispondere pienamente alle esigenze delle colture.

Nel Mezzogiorno, invece, la presenza di invasi e sistemi di accumulo rappresenta un elemento di resilienza fondamentale. In Campania, questa rete infrastrutturale consente di affrontare con maggiore stabilità le fasi più delicate dell’anno, riducendo l’esposizione del comparto agricolo alle oscillazioni immediate dei corsi d’acqua. È un vantaggio costruito nel tempo, frutto di scelte pubbliche che oggi mostrano tutta la loro importanza.

Per Todisco, questa consapevolezza deve portare anche a una rilettura più equilibrata dell’esperienza della Cassa per il Mezzogiorno. Al netto degli errori, delle distorsioni e delle criticità che pure ci sono state, quella stagione fu attraversata da una forte tensione sociale e civile, orientata all’idea che lo Stato dovesse intervenire per ridurre i divari territoriali e costruire le condizioni materiali dello sviluppo. Le infrastrutture idriche realizzate in quegli anni sono una delle prove più evidenti della validità di quella visione.

La lezione, secondo il presidente del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, è chiara: quando la mano pubblica programma e investe con lungimiranza, i benefici non si esauriscono nell’immediato, ma continuano a produrre valore per decenni. Le opere costruite nel passato sostengono ancora oggi l’economia agricola, la tutela del territorio e la capacità delle comunità locali di affrontare condizioni climatiche sempre più difficili.

Il cambiamento climatico rende questa riflessione ancora più urgente. La gestione dell’acqua non può essere affrontata soltanto come emergenza stagionale, né può dipendere da interventi frammentari o tardivi. Occorre una strategia strutturale fondata sulla manutenzione delle reti, sull’ammodernamento degli impianti, sul potenziamento degli invasi esistenti e sull’innovazione nella distribuzione irrigua. La sicurezza idrica è ormai una condizione essenziale per la competitività dell’agricoltura, per la prevenzione del dissesto e per la tutela delle aree interne e costiere.

“Oggi più che mai”, conclude Francesco Todisco, è necessario continuare a investire nelle infrastrutture idriche, rafforzando ciò che esiste e programmando nuove soluzioni per il futuro. La resilienza del Mezzogiorno non deve essere considerata un patrimonio acquisito una volta per sempre, ma una base da proteggere, aggiornare e rilanciare. La sfida dell’acqua, nella stagione dei cambiamenti climatici, si vince con la stessa visione pubblica che decenni fa ha permesso al Sud di costruire una parte decisiva della propria sicurezza idrica.

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Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno Consbiv