
Ischia caso pilota contro il rischio idrogeologico: piano dell’Autorità di Bacino e modifiche ai PAI
La prevenzione del rischio idrogeologico torna al centro della pianificazione territoriale nel Mezzogiorno. La Conferenza Operativa dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, riunita il 16 giugno 2026, ha espresso parere favorevole su una modifica definitiva e su nove proposte di modifica dei Piani Stralcio di Assetto Idrogeologico. Nella stessa seduta è stato presentato anche il progetto di aggiornamento del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Isola d’Ischia, destinato a diventare un riferimento metodologico per la gestione dei territori fragili.
La riunione, presieduta dal Segretario Generale Vera Corbelli, ha affrontato un tema decisivo per la sicurezza delle comunità locali: l’aggiornamento della perimetrazione e della classificazione delle aree esposte a pericolosità e rischio idraulico e da frana. Non si tratta di un passaggio puramente tecnico o amministrativo, ma di un lavoro che incide direttamente sulla capacità degli enti di programmare interventi, tutelare infrastrutture, proteggere i cittadini e governare lo sviluppo dei territori in modo più sicuro e sostenibile.
Il primo via libera ha riguardato il Comune di Cutrofiano, in provincia di Lecce, per la modifica definitiva della perimetrazione e classificazione delle aree a pericolosità e rischio del PsAI relative al rischio idraulico. La proposta era già stata adottata nella seduta della Conferenza Operativa del 25 novembre 2025 e il nuovo parere conclude il percorso di pubblicazione e divulgazione, aprendo la strada al definitivo aggiornamento della pianificazione per il territorio interessato.
Particolare rilievo ha assunto il caso di Positano, in Costiera Amalfitana, dopo il crollo verificatosi il 5 giugno in via Monsignor Saverio Cinque. L’evento ha interessato un tratto viario strategico per i collegamenti tra le frazioni di Montepertuso e Nocelle, il capoluogo e la S.S. 163 Amalfitana. Il distacco di blocchi rocciosi dalla scarpata di monte ha provocato l’invasione della carreggiata e l’interruzione della strada, con conseguenze rilevanti sia per la sicurezza sia per la mobilità in una delle aree più delicate e frequentate della Campania.
A seguito del dissesto, l’Autorità di Bacino ha effettuato un sopralluogo urgente il 9 giugno 2026 insieme al Comune di Positano, per verificare le condizioni di stabilità del versante e aggiornare il quadro conoscitivo sulla pericolosità dell’area. Gli approfondimenti tecnici hanno portato la Conferenza Operativa a esprimere parere favorevole alla modifica del PAI per il rischio frana, con incremento dei livelli di pericolosità e rischio. Le aree interessate sono state riclassificate in pericolosità molto elevata P4, rischio molto elevato R4 e rischio elevato R3.
Il caso di Positano dimostra quanto sia importante aggiornare rapidamente gli strumenti di pianificazione quando si verificano fenomeni che modificano le condizioni di sicurezza del territorio. Nei contesti costieri e montani, soprattutto in aree ad alta pressione turistica e paesaggistica come la Costiera Amalfitana, la prevenzione del rischio idrogeologico non può essere separata dalla gestione della mobilità, dalla tutela delle comunità residenti e dalla protezione del patrimonio ambientale.
Il parere favorevole ha riguardato anche le proposte relative ai Comuni di Roccabascerana, in provincia di Avellino, e Laurenzana, in provincia di Potenza. In entrambi i casi, le modifiche derivano da studi di maggiore dettaglio sviluppati nell’ambito di progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico. Per Roccabascerana, la proposta interessa la località Vernilli, con incremento della perimetrazione e dei livelli di attenzione e rischio. Per Laurenzana, invece, è previsto l’ampliamento dell’area a rischio idrogeologico molto elevato R4 nella zona cimiteriale.
La Conferenza Operativa ha poi espresso parere favorevole sulle modifiche relative al rischio idraulico nel Comune di Corato, in provincia di Bari, con riferimento alle aree Ovest abitato, Strada Provinciale 231 e zona PIP, Lama di Grazia e via Trani. Il via libera ha interessato anche Molfetta, per la zona ASI di via degli Industriali, Cerignola, per il centro abitato e le aree limitrofe, e Fasano, per via Borgo Egnazia Bioagri.
Ulteriori valutazioni favorevoli sono state espresse per i Comuni di Castel San Giorgio, in provincia di Salerno, e Sorrento, dove le proposte riguardano aggiornamenti puntuali delle aree a rischio idraulico del PsAI. Nel caso di Castel San Giorgio l’area interessata è via Campo Ceraso, mentre per Sorrento il riferimento è via Capo. Le modifiche prevedono sia incrementi sia riduzioni delle aree perimetrate, confermando il carattere dinamico della pianificazione del rischio, che deve essere costantemente adeguata alle nuove conoscenze e agli approfondimenti tecnici disponibili.
Conclusa la fase di valutazione in Conferenza Operativa, il Segretario Generale procederà con proprio decreto all’adozione delle proposte di modifica delle aree a pericolosità e rischio dei PAI. Gli atti saranno pubblicati sul sito istituzionale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e sui Bollettini Ufficiali regionali competenti. Da quel momento partirà la fase di consultazione e osservazione, della durata di 30 giorni, durante la quale gli enti e i soggetti interessati potranno intervenire nel procedimento.
Il passaggio più significativo della seduta riguarda però l’Isola d’Ischia. È stato infatti presentato il progetto di aggiornamento del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico relativo ai Comuni di Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana, Barano d’Ischia e Ischia. Il progetto si colloca in continuità con il primo stralcio funzionale dedicato a Casamicciola Terme, già approvato dall’Autorità di Bacino Distrettuale, e punta a estendere all’intero sistema insulare una lettura integrata della pericolosità e del rischio.
L’approccio adottato per Ischia è particolarmente innovativo perché non si limita a fotografare singole criticità locali, ma considera l’isola come un sistema fisico, ambientale e insediativo complesso. Il lavoro è stato condotto con una metodologia tecnico-scientifica multiscalare e multidisciplinare, capace di integrare dati conoscitivi, rilievi di campo, studi specialistici, analisi geologiche, geomorfologiche, idrologiche, idrauliche e geotecniche, modellazioni ingegneristiche e valutazioni sugli elementi esposti.
Il metodo seguito parte da una visione complessiva dell’isola e procede poi verso livelli successivi di approfondimento. In questo percorso, un ruolo centrale è stato attribuito alla costruzione del modello concettuale di evoluzione dei versanti, utile a comprendere il rapporto tra geologia, forme del rilievo, dinamiche naturali e trasformazioni antropiche. Da questa base sono state sviluppate le analisi sui fenomeni franosi, sui flussi rapidi e sui processi alluvionali, fino alla redazione delle carte di pericolosità da frana e da alluvione e alla definizione della zonazione del rischio.
Il progetto rappresenta una base tecnico-scientifica avanzata per individuare misure di mitigazione strutturali e non strutturali più coerenti con le caratteristiche del territorio. L’obiettivo è coniugare la tutela della popolazione, dei beni e delle infrastrutture con una prospettiva di sviluppo più sicura e sostenibile. Per Ischia, segnata negli anni da eventi sismici, dissesti e fragilità ambientali, la pianificazione del rischio diventa così parte integrante di una più ampia strategia di futuro.
La Conferenza Operativa ha espresso apprezzamento per l’intero lavoro svolto, riconoscendo il valore del percorso tecnico-scientifico e la qualità degli approfondimenti condotti. Vera Corbelli ha annunciato che sarà avviata a breve una fase di consultazione istituzionale con la Regione Campania e con il Commissario Straordinario di Governo per gli interventi di riparazione, ricostruzione, assistenza alla popolazione e ripresa economica nei territori dei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno colpiti dagli eventi sismici del 21 agosto 2017. Successivamente, il confronto sarà esteso ai singoli Comuni interessati.
Secondo Vera Corbelli, l’Isola d’Ischia potrà diventare un vero caso pilota. Il nuovo percorso non sarà fondato su una logica esclusivamente vincolistica, ma su un modello di sviluppo costruito a partire dal sistema ambientale e dagli interventi necessari per la mitigazione del rischio. La complessità fisica e insediativa dell’isola, insieme alla compresenza di diverse tipologie di pericolo naturale, rende infatti Ischia un laboratorio particolarmente significativo per sperimentare un approccio integrato, capace di unire conoscenza, pianificazione, prevenzione e azione sul territorio.
La scelta dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale segna dunque un cambio di prospettiva: la prevenzione non viene considerata soltanto come risposta all’emergenza, ma come condizione essenziale per costruire territori più sicuri. L’aggiornamento dei PAI, insieme al progetto per Ischia, conferma la necessità di una pianificazione fondata su dati aggiornati, competenze multidisciplinari e collaborazione istituzionale. In un Mezzogiorno esposto a frane, alluvioni e dissesti, il governo del rischio idrogeologico diventa una delle sfide decisive per la sicurezza, la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile delle comunità.
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