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Cooperazione aerospaziale con la Corea del Sud: l’Ambasciatore Kim Choon-Goo a Space Factory

Cooperazione aerospaziale con la Corea del Sud: l’Ambasciatore Kim Choon-Goo a Space Factory

Per chi opera lungo la catena del valore aerospaziale, il segnale più rilevante non è la formalità della visita istituzionale, ma il perimetro tecnico-industriale che essa mette in relazione. Martedì 24 febbraio, S.E. Kim Choon-Goo, Ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia, ha visitato la sede del Gruppo Space Factory (Via E. Gianturco 31), nel cuore della zona industriale di Napoli Est, osservando da vicino facilities, processi e dimostratori legati a due linee di sviluppo che oggi attraggono l’interesse delle supply chain spaziali: tecnologie proprietarie per il rientro e il riutilizzo di satelliti e servizi di sperimentazione biopharma e life-sciences in orbita tramite minilaboratori intelligenti.

Con l’Ambasciatore erano presenti Dario Scalella, Console Onorario della Repubblica di Corea a Napoli, e Giancarlo Iaccarino, Console Onorario a Napoli con giurisdizione su Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia e Calabria. Ad accogliere la delegazione: Norberto Salza, founder del Gruppo Space Factory, Norberto Salza, CEO del Gruppo, e Luigi Carrino, Presidente del Distretto Aerospaziale della Campania (DAC). La visita ha incluso la visione degli engineering models del microsatellite IREOS-0 e dei MiniLabs di nuova generazione, configurati come piattaforme modulari per la sperimentazione in microgravità, con un’impostazione che sposta l’attenzione dal solo hardware alla “operabilità” del payload e alla gestione di ciclo missione.

Dal punto di vista degli operatori, l’interesse è nella capacità di integrare progettazione, integrazione e controllo operativo in un’unica architettura industriale. Space Factory presenta infatti un sito che unisce camere bianche, aree per dimostratori terrestri e una sala di controllo per il monitoraggio e la gestione in tempo reale delle operazioni orbitali e degli esperimenti: un asset che, nella logica del procurement contemporaneo, pesa quanto il prodotto, perché abilita ripetibilità, qualità di processo, tracciabilità e time-to-data. La sede, secondo quanto riportato nel profilo aziendale diffuso in occasione della visita, si estende su circa 3.000 metri quadrati e include 2 Camere Bianche per l’integrazione dei microsatelliti proprietari IRENESAT-ORBITAL e dei MiniLab, l’“Officina dello Spazio” per dimostratori e la sala di controllo.

Nel corso dell’incontro, Norberto Salza ha inquadrato la giornata come un punto di avvio di relazioni operative, richiamando anche un precedente che lega la comunità aerospaziale coreana e quella italiana attraverso l’International Astronautical Congress: “Innanzitutto ringrazio il Console Dario Scalella per aver organizzato questa importante visita e Sua Eccellenza Kim Choon-Goo, Ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia, per la sua disponibilità. La Repubblica di Corea è un Paese a me molto caro. Nel 2009 Seul ospitò l’IAC, il Congresso Astronautico Internazionale, e in quell’occasione la città di Napoli fu scelta come città ospitante dello IAC 2012. Mi ricordo le intense giornate di competizione del Comitato Promotore Naples 2012, che coordinavo, con Città quali Parigi, Brussels, Vienna, Lisbona. Fu una grande emozione e l’assegnazione a Napoli fu un risultato importante per il nostro Paese e la Città di Napoli. La visita di oggi avvierà sicuramente rapporti con un Paese all’avanguardia sulle tecnologie spaziali”.

Sul piano della diplomazia economica e delle ricadute industriali, Dario Scalella ha evidenziato la logica di scambio tecnologico e di opportunità per imprese e filiere: “È stato un momento significativo di dialogo tra i nostri due Paesi. Siamo stati lieti di accompagnare l’Ambasciatore nella visita a una realtà che rappresenta un’eccellenza internazionale nel settore spaziale. Dalla Campania possono nascere know-how e tecnologie capaci di generare sinergie concrete con la Corea. Iniziative come questa pongono le basi per uno scambio tecnologico strutturato, che potrà tradursi in importanti opportunità economiche per entrambi i Paesi”.

La lettura di sistema è arrivata da Luigi Carrino, che ha messo l’accento su un punto ben noto agli addetti ai lavori: la competitività delle PMI aerospaziali passa da capitale umano, collaborazione con ricerca e università e capacità di inserirsi in reti strutturate. In questa cornice, Carrino ha sottolineato l’affinità tra i due ecosistemi industriali e la prospettiva di una collaborazione stabile: “Le soluzioni sviluppate dall’azienda, sia per l’accesso allo spazio sia per la conduzione di esperimenti in orbita, dimostrano come una piccola impresa, investendo con decisione nella qualità delle proprie risorse umane e nella collaborazione con centri di ricerca, Università e imprese del territorio, possa generare proposte di grande valore tecnologico e industriale. Il settore aerospaziale della Repubblica di Corea presenta caratteristiche simili a quello campano: poche grandi imprese e un tessuto diffuso di piccole aziende altamente qualificate. Proprio per questo il modello del Distretto Aerospaziale della Campania è guardato con interesse. Nel corso della visita, insieme all’Ambasciatore e al Console Onorario della Repubblica di Corea a Napoli, dottor Dario Scalella, è stata condivisa la volontà di avviare un rapporto stabile di collaborazione tra la Corea e il sistema aerospaziale campano, con ricadute positive per le imprese e per la valorizzazione dei giovani talenti, in un’ottica di sviluppo economico e sociale”.

La parte più “misurabile” per gli operatori resta tuttavia la timeline: Space Factory dichiara di aver condotto tra il 2021 e il 2024 cinque missioni, di cui quattro life-sciences con MiniLab 1.0 sulla Stazione Spaziale Internazionale e una missione suborbitale di certificazione del sistema proprietario di protezione termica IRENE®. Nel 2026 sono previste due missioni di sperimentazione biopharma e life-sciences sulla ISS, la prima a maggio con MiniLab 1.0 e la seconda a luglio con MiniLab 2.0 (con capacità di gestione e controllo interattivo dell’esperimento). A febbraio 2027, infine, è previsto il lancio del microsatellite IREOS-0, prima missione orbitale del programma di microsatelliti IRENESAT-ORBITAL, con due MiniLab 3.0 che permettono controllo e gestione in tempo reale attraverso un’app. È una traiettoria che, letta in chiave supply chain, posiziona l’azienda su un segmento dove piattaforma, operazioni e dati diventano parte integrante dell’offerta, soprattutto quando l’obiettivo è abilitare sperimentazioni ripetibili, con più cicli e maggiore flessibilità operativa.

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